giovedì 28 novembre 2019

Quello che abbiamo in testa, Sumaya Abdel Qader

TITOLO: Quello che abbiamo in testa

AUTORE: Sumaya Abdel Qader

CASA EDITRICE: Mondadori

PREZZO DI COPERTINA: 22.00 euro

NUMERO DI PAGINE: 252




Sinossi 


Horra, un’italiana di nemmeno quarant’anni, figlia di giordani musulmani, vive a Milano con il marito che la adora e le due figlie adolescenti che più diverse l’una dall’altra non potrebbero essere. La sua non si può proprio definire una vita noiosa, anzi. Come potrebbe, visto che, da perfetta equilibrista, divide le sue giornate tra la famiglia, il lavoro come segretaria in uno studio di avvocati, l’università, che è a un passo dal terminare, il volontariato, le preghiere e le discussioni in moschea, e il suo variopinto ed eterogeneo gruppo di amiche? Eppure, nonostante la fatica e i piccoli problemi quotidiani, nonostante la malinconia per la parte di famiglia che vive lontana, Horra non può che sentirsi serena, felice persino.

Ma un giorno, un fatto apparentemente di poco conto ha su di lei l’effetto di uno tsunami. Perché quando, come lei, sfuggi alle classificazioni, quando vivi al confine tra due mondi, quello occidentale e quello orientale, che faticano a riconoscersi tra loro e a riconoscerti, facendoti sentire marziana, estranea, galleggiante, allora inizi a chiederti che cosa significhi davvero essere “liberi”. A maggior ragione se il tuo stesso nome in italiano significa proprio questo, “Libera”.

E così, nei mesi che vengono raccontati in questa storia, tra gioie quotidiane e piccole sconfitte, incontri fortunati e discussioni accese, Horra cercherà di trovare una risposta ai suoi tanti dubbi per riuscire a sentirsi, forse per la prima volta in vita sua, davvero fedele a se stessa.

Un romanzo lieve che racconta una realtà di cui tutti parlano ma che pochissimi conoscono profondamente, un ritratto vivido e realistico di un’Italia contemporanea che non possiamo più permetterci di ignorare.


Recensione 

Horra ha quaranta anni ed è figlia di musulmani. Per lei la sua cultura è molto importante e non ha mai rappresentato una costrizione. Lo stesso velo, che per scelta ha deciso di indossare, contrariamente a quanto dicono le persone che la osservano dall'esterno, la rende libera. D'altronde i suoi genitori le hanno dato un nome il cui significato è proprio Libera. 
L'autrice, attraverso le avventure della protagonista, ci racconta quelle che sono le credenze del popolo musulmano e lo fa con uno stile semplice e scorrevole ma soprattutto servendosi più volte dell'humour. Proprio l'ironia, a mio parere, è la carta vincente di questo romanzo. Pur narrando di situazioni estremizzanti, di preconcetti che si hanno verso questo tipo di cultura, la scrittrice è stata in grado di rendere la storia attuale e ha regalato un punto di vista inedito su uno spaccato i mondo che, anche visto dall'esterno, non appare mai così complesso. 
I personaggi vengono presentati nella loro interezza, con tutte le problematicità annesse e connesse. La storia è ben approfondita sia all'interno della dinamica familiare sia nell'ambito sociale. 
Sono rimasta molto colpita da questo romanzo e vi consiglio vivamente di leggerlo, anche solo per imparare qualcosa in più di questa cultura. 



VOTO: 





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